Natale 2018 Natale 2018

Piero Torretta

“In Avvento stare svegli e pregare” ha detto Papa Francesco all’Angelus di domenica 2 dicembre, primo giorno delle quattro settimane che ci separano dal Natale. “In queste quattro settimane siamo chiamati ad uscire da un modo di vivere rassegnato ed abitudinario, ed a uscire alimentando speranze, sogni per un futuro nuovo”. Che si creda o non si creda, che si abbia fede o non si abbia fede, ognuno di noi, ogni giorno a suo modo, prega. Sperando, sognando, per un futuro nuovo. Non sempre però siamo “svegli” e rispondiamo alla chiamata per . Non tutti, e quando succede, indossiamo , bruciamo le auto, distruggiamo vetrine, danneggiamo le proprietà degli altri, feriamo od uccidiamo persone. Sfoghiamo il nostro rancore, la nostra contro il che nulla fa per un mondo migliore. Non è certo questo il modo di stare “svegli e di pregare” che intende Francesco. Ma, si interroga Pier Luigi Battista sul Corriere della Sera: “Dove nasce questa rabbia dei gilet gialli che hanno messo a ferro e fuoco Parigi. Quanto quel furore è giustificato da ragioni puramente contabili e quanto invece dall’indomabile senso di esclusione che la prepotente monopoli dei privilegi che vessa la provincia dei dimenticati, alimenta?”. Per questo, scrive Pier Luigi Battista, forse bisogna guardare con occhi diversi alla rivolta populista perché “La guerra culturale è più forte ed imponente di quella economica. La frattura che spacca il mondo in due popoli, in due linguaggi, in due modelli di vita, è una fattura culturale, esistenziale; noi contro loro, il mondo messo ai margini e quello che si è installato nel cuore del potere, il popolo contro le burocrazie e tecnocrazie, contro la modernità agiata della metropoli cosmopolita”. Anche a questo si riferisce Francesco quando ci invita a “stare svegli e pregare”. Una invocazione a cui Noi, Noi che se siamo qui, che siamo parte di quelli che ancora hanno “voce” (se non per decidere, per ed incidere su quelli che prendono le decisioni per tutti noi), Noi che possiamo dire la nostra, manifestare il nostro pensiero, i nostri sogni per un mondo migliore senza indossare un , non possiamo sottrarci. Anche Noi infatti, abbiamo la responsabilità di contribuire a dare una risposta alla “provincia impoverita di socialità molto più che di contanti, cacciata dal centro, minacciata nella sua identità”. A questo pensavo dopo l’audizione alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati sulla riforma della Legge sulle crisi d’impresa. 120.000 imprese chiuse e fallite, 600.000 posti di lavoro dissolti, evaporati come evapora la nebbia, nell’indifferenza, migliaia di imprenditori travolti dalla crisi generata dalla speculazione finanziaria ed aggrediti dalla stessa speculazione finanziaria anche nei beni primari tutelati dalla Costituzione. A questo pensavo dopo aver aperto in UNI un convegno sulla in cui “tutti spogliandoci dei nostri ruoli” abbiamo convenuto che, per vivere sicuri, è utile la tecnologia che sorveglia e monitora gli spazi collettivi. Aiuta a scoraggiare e reprimere i comportamenti violenti e deviati dei gilet gialli, ma la violenza nasce dalla indigenza e l’indigenza si alimenta nell’ignoranza, ci insegnano le testimonianze che provengono dai paesi africani che si affacciano sul mediterraneo da cui partono i barconi dei migranti. Per questo servono ha detto il Sindaco di Milano Giuseppe Sala agli Stati Generali dell’Ingegneria in cui si è parlato della evoluzione della città, dello spostamento dei muri, dei chek point charlie che dividono il centro dalla periferia; della città che include (la città di chi può) e della città che esclude (la periferia marginale nelle cui stazioni, per bullismo, i ragazzi sfidano la morte contro i treni). “Dobbiamo pensare ad una città per tutti”, ha detto il Sindaco, una città in cui il rendimento degli investimenti ed il bisogno delle persone, siano in equilibrio. Per questo serve mantenere, alimentare lo spirito imprenditoriale - abbiamo detto come ANCE, alla Commissione Giustizia alla Camera commentando il progetto della Legge sulle crisi di impresa. Serve superare lo spirito , serve garantire in modo concreto la , serve distinguere le responsabilità tra chi approfitta dei ruoli e chi subisce le conseguenze di una crisi di sistema. Serve, per ridare voglia, sogno, speranza ai giovani che non hanno lavoro, ma trovano troppi vincoli, troppi rischi, troppe ipocrisie, nelle Leggi che cercano colpe più che soluzioni. E per questo sperano solo in un impiego pubblico, l’unico che nel quadro attuale delle regole, sembra garantire serenità e continuità. Di sicurezza ho parlato alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, presentando il lavoro della Normazione sulla UNI ISO 45001, sulla UNI PdR 2:2013 sulla asseverazione dei SGSL, ma soprattutto della UNI ISO 26000 e delle UNI PdR 18:16, UNI PDR 49:18, UNI PDR 51:18 sulla Responsabilità Sociale delle organizzazioni, con particolare riferimento alle Imprese di Costruzione ed alle Imprese Artigiane nel nostro Paese. Responsabilità Sociale per garantire sicurezza del lavoro, attenzione ai bisogni del cliente, rispetto dei fornitori della supply chain, qualificazione dei lavoratori e del management intermedio, tutela dell’ambiente (energia pulita, acqua pulita, atmosfera pulita, economica circolare, riuso). Tutti temi che UNI porterà alla attenzione delle Commissioni Parlamentari in occasione delle audizioni sulla revisione del Codice dei Contratti Pubblici. Audizione in cui UNI ricorderà come esiste sempre un file rouge che unisce le regole con le azioni. Ragione per cui oggi, dopo due anni dalla approvazione all’unanimità della Agenda ONU 2030 sullo Sviluppo Sostenibile, anche le regole del Codice dei Contratti - per il rilievo che le opere pubbliche, la spesa e gli investimenti pubblici hanno sulla qualità della vita, sulla sicurezza, sulla inclusione delle persone dalla società - oltre che alla legalità, anche a questi obiettivi dovrebbero ispirarsi. È implicito nel titolo stesso della Legge, il D.lgs 50/2016 “Acqua, energia, trasporti e tutto ciò che attiene ai contratti di concessione ed ai contratti per lavori, servizi e forniture”. Ma è un dovere per il nostro Paese ricorda l’ANviS (Agenzia dello Sviluppo Sostenibile) che nel rapporto presentato lo scorso ottobre al Parlamento ha sottolineato il nostro ritardo rispetto agli impegni assunti per il perseguimento dei 17 obiettivi della Agenda ONU sullo . Un dovere non nuovo, ci ricordano gli art 35-36-38 e 41 della Costituzione sulla dignità del lavoro, la giusta retribuzione, le finalità sociali delle attività economiche (pubbliche e private). In questo la Normazione può e deve  fare la sua parte. In un ruolo riconosciuto sia dalla Commissione Europea che ricorda e riconosce il contributo della Normazione alle (innovazione, sicurezza, occupazione, mercati globali), sia dalla stessa ONU e dal WTO per il contributo della Normazione alla costruzione di un . Ma la Normazione è uno strumento, mentre sono gli uomini che definiscono ed attuano le azioni. Per questo se vogliamo che gli strumenti siano efficaci nei compiti e nei ruoli che gli abbiamo assegnato (sicurezza degli impianti, dei prodotti, dei processi e dei servizi; presidio delle attività normative europee ed internazionali, agevolazioni per le PMI; recita il D.lgs 223: 17 sulla normazione) dobbiamo essere coerenti e conseguenti nella messa a disposizione delle risorse. “Senza dinari non si cantano messe” dice un detto napoletano. E per i compiti che gli sono assegnati, la Legge dice che le risorse devono derivare dalla . Concetto non nuovo, così come non nuova è la situazione che registriamo nel rapporto tra certificazioni di conformità rilasciate nella revisione della UNI EN ISO 9001 e della UNI EN ISO 14001 e norme vendute: circa 150.000 certificati rilasciati e non più di 20.000 norme vendute. Al Presidente di UNI in questi giorni dell’avvento, senza rassegnazione nonostante l’abitudinarietà dei comportamenti del mercato e della società, non resta che “restare sveglio e pregare” affinché in tutti Noi cresca la consapevolezza di come, anche questa indifferenza, possa rendere debole la nostra capacità di alimentare speranze, sogni per un futuro nuovo, per un mondo migliore.

TAGS: Natale; Imprese; Gilet; Giallo; Codice; Contratti
Notice: This website or its third party tools use cookies, which are necessary to its functioning and required to achieve the purposes illustrated in the cookie policy. If you want to know more or withdraw your consent to all or some of the cookies, please refer to the cookie policy. By closing this banner, scrolling this page, clicking a link or continuing to browse otherwise, you agree to the use of cookies..