Ottimismo nel comparto delle costruzioni residenziali

Claudio De Albertis
Sulla base del censimento 2011 le abitazioni ad uso residenziale in Italia sono 31.208.161, di queste il 53,7% ha più di 40 anni e solo il 7,9% è stato costruito a partire dal 2000. Le abitazioni occupate da persone residenti sono il 77,3%. Occorre ancora sottolineare come il 93,3% delle abitazioni occupate appartiene a persone fisiche e solo l’ 1,5% a imprese e società. Lo stock di patrimonio abitativo pubblico è il 4,1% del totale.
Anche il censimento ci offre anche un altro dato “sensibile”, espressione di un vero e proprio disagio sociale: le persone residenti in roulotte, camper, capanne, cantine sono più che raddoppiate tra il 2001 e il 2011 passando da 23.336 a 53.917.
Allora perché la domanda abitativa esiste ancora?La risposta va trovata nel forte degrado di quel patrimonio costruito prima degli anni ’70 che determina una voglia di cambiamento anche per contenere i costi di esercizio e di manutenzione. La spiegazione sta anche nel forte incremento del numero di famiglie che dal 2001 al 2011 registra un +12,8% di unità.
In concomitanza con l’abbassamento del costo del denaro e dei tassi dei mutui fondiari si alza, come detto, la quantità delle famiglie che vive in case di proprietà e si abbassa il numero delle famiglie che vive in affitto, che passa dal 20% del 2001 al 18% del 2011.
In ogni caso a giustificazione del fatto che un prodotto edilizio con elevate prestazioni tecniche e tecnologiche, collocato in prossimità di mezzi di comunicazione ad alta capacità, ed a prezzi competitivi trova tutt’ora facile collocazione sul mercato va rimarcato che mentre nel 2005 in Italia il numero dei permessi di costruire per nuove costruzioni e ampliamenti era di 305.706 unità, nel 2014 le stime parlano di 54.000 unità, con una flessione dell’82,3%. Siamo ritornati ai livelli del 1936.
Concluderei queste riflessioni con un segnale positivo: nel secondo trimestre 2015 il numero di abitazioni compravendute segna un +8,2% sul secondo trimestre 2014, coinvolgendo maggiormente i comuni capoluogo ed in particolare Milano.
Se poi analizziamo anche la crescita del mercato del credito per l’acquisto di case con un incremento nelle erogazioni mutui tra il primo semestre 2015 e l’analogo nel 2014 del 52,8%, non possiamo che concludere che il sereno torna ad affacciarsi nel comparto delle costruzioni residenziali.
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